Ultravox.org.uk Extreme Voice Official Ultravox Website

Pre-order Ultravox's 'Extended' remastered remixes album here now, exclusive bundles available!


Topic Options
#573 - Thu, 16 Dec 2004 22:47:00 A blast from the past
Luca Offline
Pass level: Green Room

Registered: Wed, 28 May 2003 19:00:00
Posts: 197
Loc: Italy
Rummaging through old things (a very Foxxian activity) I stumbled upon an old Italian music magazine, "Ciao 2001".
1981, December 20 - On the cover: Ringo Starr holding a bunch of red roses.
Album of the week: "John Foxx - The Garden".

Here's a loose translation of the review: Italian text follows for those who can appreciate the subtleties I'm unable to translate.

The solitary prince:
John Foxx evokes a sort of aristocratic musician, a genius in an ivory tower longing to discover, through the use of “reason”, the best way to express his “emotions”. Melancholic yet hopeful, more so now that, on the album cover, John appears almost relaxed, immersed in a green tranquility, very far from the mechanic-hearted android of his previous work. While Ultravox, which Foxx led and guided until his defection, grab high places in the charts and fill up venues theorizing “Rage in Eden”, John, the solitary prince, rediscovers Man and the importance of human relations, wipes away any narcissistic and late-decadent temptations and releases a beautiful, warm and joyful record with just a little melancholy touch, a little swing hanging between the two tallest trees in his garden.

A walk in the Garden:
“It's time to walk again... ", this is the album-defining opening line. The track is “Europe After the Rain”, an hypnotic yet un-monotonous dream. Then a tribute to the past with “Systems of Romance”, with a dramatically growing choir.
“When I was a man and you were a woman” is a little poem with a crying guitar and Duncan Bridgeman’s bongos in counterpoint, followed by the tight four-to-the floor beat of “Dancing like a gun” while “Pater Noster”, sung in Latin over an electronic beat, ends side one with John playing all instruments and layering his voice in a choir that shares a little with Queen’s “Bohemian Rhapsody” and a lot with Carl Orff’s “Carmina Burana”. This is the most complex track in side one and pairs with “The Garden” (the album ending track) where, birdsongs apart, we almost breathe church air.
Other tracks on side two, bonded by the same melancholy and visionariness: “Night suit”, “You were there”, the hallucinative “Fusion/Fission” and “Walk away”. Lots of electronics but not a hint of boredom for a very pleasurable and interesting album, a testament to the high state of grace of one of the very few “new” names around who’s living up to his promise.

Ciao,
Luca

Piccola premessa del redattore: questo spazio è stato creato quasi con lo scopo di essere una vetrina all'interno della rubrica di recensioni. La logica vuole che all'inizio si metta in vetrina il prodotto "migliore", quello più rispondente alle richieste del mercato, e così è stato per Branduardi, i Police, Billy Joel, artisti che hanno una rispondenza ben precisa nelle nostre classifiche e nelle scelte del pubblico. In vetrina va anche la merce bella, di gran classe, che funziona bene negli altri mercati e che quindi va proposta sul nostro sperando che un approccio, sia pure tardivo, possa essere utile (è il caso di due “ospiti" come Gilberto Gil e AI Jarreau). A volte capita però di esporre in vetrina un prodotto che si ritiene bello anche se ancora non ha nessuna rispondenza di mercato: è il caso di questo "The garden " di John Foxx, vero e proprio "capolavoro" di musica degli anni '80, ma figlio di un artista sconosciuto (e mi-sconosciuto) al grosso pubblico.

IL PRINCIPE SOLITARIO:
In John Foxx c'è qualcosa che fa pensare a1 musicista-aristocratico, al genio nella torre d'avorio attento a scoprire, con l'uso della “ragione”, il sistema migliore per comunicare le proprie "emozioni", le proprie malinconie sempre piene di speranze soprattutto ora che, sulla copertina de1 nuovo album, John appare abbastanza rilassato, immerso nella tranquillità del verde, lontanissimo dall'androide col cuore meccanico del suo lavoro precedente. Proprio mentre gli UItravox, di cui Foxx è stato mente e guida fino al momento della sua defezione, corrono veloci le classifiche e riempiono i palasport teorizzando la "rabbia in paradiso", John, il principe solitario, riscopre l'uomo e l'importanza dei rapporti umani, abbandona le tentazioni narcisistiche da tardo-decadente e sforna un album bellissimo, caldo, gioioso nonostante una certa malinconia di fondo, una piccola altalena di suoni appesa tra i due alberi più grandi del giardino.

QUATTRO PASSI NEL GIARDINO:
“It's time to walk again... ", è tempo di ricominciare a camminare, questo il verso che apre l'album. Il brano è “Europe after the rain", sospeso come un sogno ipnotico senza monotonia. Poi il tributo al passato di “Systems of Romance”, con il coro che cresce drammaticamente, “When I was a man and you were a woman”, piccola poesia con la chitarra in lacrime e i bongos di Duncan Bridgeman in contrappunto, il quattro/quarti strettissimo di “Dancing like a gun” mentre “Pater Noster”, testo cantato in latino su ritmo elettronico, chiude la prima facciata con John che suona tutti gli strumenti e somma voci su voci per un coro che ha qualcosa della Bohemian Rhapsody dei Queen e molto dei. Carmina Burana di CarI Orff. E' Il brano più complesso della prima facciata e fa il paio con “The garden” (che chiude 1'album) dove, canti d'uccelli a parte, si respira quasi aria di chiesa. Altre songs sul lato due, tutte legate dalla stessa malinconica visionarietà: “Night suit”, “You were there”, l'allucinata “Fusion/Fission” e “Walk away”. Nonostante 1'elettronica applicata l'album scorre gradevolissimo, senza mai essere ripetitivo. a testimoniare l'altissimo stato di grazia di uno dei pochissimi nomi "nuovi” degli ultimi anni realmente in grado di dire qualcosa di "nuovo".

I GIARDINIERI:
Dopo la solitudine di .”Metamatic”, album a luce fredda, John ha quasi formato un nuovo gruppo ma non si sa ancora quali saranno gli sviluppi dell'intera vicenda. I "giardinieri", capitanati dall'ingegnere del suono Gareth Jones, sono il polistrumentista Duncan Bridgeman (basso, sintetizzatori e percussioni varie), il bassista Jo Dworniak, Il batterista Philiph Roberts, il chitarrista Robin Simon e poi, alla fine, il signore del giardino, John Foxx, alle prese con le chitarre, le percussioni, le tastiere e tutto quello che serviva per questo piccolo gioiello.

Top
#574 - Sat, 18 Dec 2004 20:24:00 Re: A blast from the past
Chris C Offline
Pass level: Access All Areas

Registered: Mon, 15 Nov 2004 20:00:00
Posts: 813
Loc: Where the Garden meets the Sea
Great article Luca!

One for Rob to have at Metamatic.

The Garden (+ Church) was the first JF album that I bought. As I've said earlier I had struck Gold. After listening to that album I made it a point to walk through Gibraltar's botanic gardens instead of by passing them. The album proved a brilliant soundtrack.

Bravissimo John!

Chris C smile

Top
#575 - Sun, 19 Dec 2004 02:56:00 Re: A blast from the past
Si_W Offline
Pass level: Access All Areas

Registered: Sat, 13 Jul 2002 19:00:00
Posts: 4056
Loc: UK
And they reckoned Ultravox could be pretentious...

Top
#576 - Sun, 19 Dec 2004 05:14:00 Re: A blast from the past
METAL BEAT Offline
Pass level: Access All Areas

Registered: Fri, 22 Nov 2002 20:00:00
Posts: 825
Loc: Watford
Hi Luca
Thank you posting this article. A very interesting read. For me it sums up The Garden nicely. 20 odd years down the line I still never tire of listening to the Garden. <img border="0" title="" alt="[Cool]" src="cool.gif" />
Regards
Peter

Top